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Van Hohenheim

Van Hohenheim, rinominato nel primo anime "Hohenheim della luce" (光のホーエンハイム, Hikari no Hōenhaimu), è un personaggio della serie manga ed anime Fullmetal Alchemist, scritto e disegnato dalla mangaka Hiromu Arakawa.

È il padre di Ed e Al, partito da casa poco tempo dopo la nascita di Al, sia nel manga che nell’anime è immortale ed ha più di 400 anni, ma per motivi diversi a seconda che si tratti della storia originale o dell'anime del 2003. Il personaggio prende il nome da Paracelso, un famoso alchimista del XV° secolo, il cui cognome è infatti "Von Hohenheim".

Aspetto e personalità Modifica

È un uomo molto alto e imponente dai lunghi capelli biondi raccolti a coda, la folta barba senza baffi, il viso squadrato solcato da qualche ruga, un naso pronunciato, una fronte molto alta e un paio di occhiali da vista. Indossa un lungo cappotto marrone.

È un uomo molto saggio, nonché uno dei personaggi più misteriosi ed intriganti della serie. È mostrato quasi sempre con un atteggiamento nostalgico e profondo, a tratti sereno, ma la sua serenità è mistica ed è probabilmente dovuta alla sua lunghissima vita colma di esperienze e viaggi in giro per il mondo. Ottenuta la vita eterna, ha pensato soltanto a se stesso e al suo benessere fisico, finché un giorno non conobbe Trisha. Probabilmente, prima di innamorarsene l’ha anche vista nascere e crescere, dato che conosceva Pinako da molto tempo e in una foto i due sono ritratti insieme quando lei era ancora moto giovane (venti, trenta anni circa) e Trisha aveva la stessa età di Sara, la futura nuora di Pinako. Ad ogni modo, dopo averla conosciuta, scoprì la gioia della vita e cominciò a cambiare, tanto da voler porre rimedio ai propri errori e a tornare mortale per vivere e morire insieme a lei e ai suoi figli. L’amore per Trisha è un sentimento che per Hohenheim era praticamente unico, tanto che alla domanda di Ed del perché aveva sposato Trisha egli risponderà: “l’ho sposata perché l’amavo, ed era la prima volta che provavo qualcosa del genere”.

Storia Modifica

Manga Modifica

In un lontano passato, Hohenheim era conosciuto come lo Schiavo n°23 nella città desertica di Xerses. Imparò i segreti dell'alchimia grazie a un primitivo homunculus (sottoforma di cumulo di ombre occhi e bocche) che in futuro sarà conosciuto come "il Padre". Liberato dalla sua condizione di schiavitù, Hohenheim promise al re di Xerses che lo avrebbe reso immortale proprio con l’aiuto dell'homunculus e dell'arte che questi gli aveva insegnato. Tuttavia l'homunculus ha ben altri progetti: infatti, nel giorno stabilito per la trasmutazione che ufficialmente renderà il re immortale, egli sacrifica l’intera città allo scopo di ottenere un corpo umano, la pietra filosofale e l’immortalità, oltre ovviamente alla possibilità di utilizzare l’alchimia. Così facendo, nel giro di una notte non rimane in vita nessuno a Xerses, all’infuori del Padre, che ha ottenuto un corpo identico a quello di Hohenheim, e l’inconsapevole complice. Questi, terrorizzato per quanto gli era accaduto e sentendosi responsabile della morte di tutti gli abitanti della città, decide di intraprendere un lungo viaggio, nascondendo al mondo intero la sua esistenza e la sua immortalità acquisita. In questo lungo lasso di tempo, diffonde l'uso e gli insegnamento dell'alchimia sia a Xing che ad Amestris e cerca di comprendere i sentimenti di tutte le persone ora contenute al suo interno. Finché, un giorno, dopo aver conosciut
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Van Hohenheim da giovane.

o ed essersi innamorato della giovane Trisha Elric ed essere diventato padre di due figli,prova il terrore di vedere morire ed invecchiare la sua famiglia, motivo per cui decide di recuperare la mortalità perduta e porre fine all’esistenza del Padre. Intraprende così il suo lungo viaggio, promettendo alla moglie che sarebbe tornato e chiedendole di non dire nulla ai bambini riguardo al suo corpo immortale. In una fredda mattina, poco tempo dopo la nascita di Al, Hohenheim partì lasciando soli Trisha ed i bambini.

Nel 1914 fa ritorno a Resembool, dove viene visto per la prima volta dopo tanto tempo dal figlio Ed, di fronte alla tomba di Trisha. Hohenheim viene così a sapere suo malgrado della morte prematura della moglie. Dopodiché insinua in Ed il dubbio che la creatura riportata in vita dalla trasmutazione della madre non fosse davvero Trisha. Il ragazzo disseppellisce quindi il cadavere della creatura trasmutata anni prima constatando che suo padre aveva ragione. In seguito, il suo viaggio alla ricerca della sua mortalità, porta Hohenheim nei pressi di Reole, dove incontra prima Al e compagni, e poi Edward, che gli rivela così il messaggio di Trisha (tenuto in custodia da Pinako). Interviene nella battaglia fra Ed, Al, le chimere, Greed e le guardie di Xing contro il solo Pride, che ha nel frattempo assorbito Gluttony. Hohenheim arriva per ultimo e con una sola mossa riesce ad imprigionarlo all'interno di una enorme cupola di pietra. Successivamente torna a Central City, nei cui sotterranei comincia una battaglia senza quartiere con il Padre, essendo l'unico in grado di tenergli testa. Riesce così a distruggerlo dall'interno, ma il Padre assorbe la sua pietra filosofale e mostra per la prima volta il suo vero aspetto, affermando che Hohenheim non è "l'unico ad essersi evoluto." Prima di essere "catturato" e parzialmente assorbito dal corpo mostruoso del Padre, Hohenheim rivela anche di aver parlato con ognuna delle 536.329 persone contenute al suo interno e di averle convinte ad aiutarlo a distruggere la sua nemesi.

Anime del 2003Modifica

Circa 400 anni prima della storia, Hohenheim "della Luce" era innamorato di Dante ed assieme a lei creò la pietra filosofale, trasmutando quelli che all'epoca erano ritenuti degli eretici religiosi, in modo da ottenere la vita eterna e vivere insieme per sempre. Il processo tuttavia lo sfinì e per salvarlo Dante trasferì la sua anima in un corpo altrui (forse in quello di un maggiordomo). I due continuarono a vivere a lungo, fino a quando Hohenheim, accortosi di quanto tutto questo fosse sbagliato, lasciò la donna e fuggì. La sua fuga lo portò a Resembool, dove conobbe e si innamorò di Trisha, dalla quale imparò ad amare la vita. Dopo aver avuto da lei due figli e non volendole mostrare il suo corpo che andava marcendo a causa del trasferimento dell’anima, decise di fuggire di nuovo e di attendere che il corpo lo abbandonasse del tutto. In seguito, per nostalgia, tornò a Resembool, e qui rincontrò i figli, dai quali scopre che cosa sta tramando la sua vecchia fiamma Dante. Si reca dunque nel luogo dove si trova la donna e li ha un colloquio con lei. Dante cerca di sbarazzarsi di lui, sfruttando la sua debolezza per la moglie defunta, aprendo poi il portale e mandandolo dall’altra parte, credendo così di averlo ucciso defintivamente. In realtà Hohenheim è semplicemente finito al di là del portale in un mondo parallelo dove non esiste l'alchimia. Alla fine della serie rincontra il figlio Ed e si chiarisce definitivamente con lui. Ed rimane intrappolato nel mondo reale assieme al padre, conservando però la speranza un giorno di tornare a casa. Hoheinheim fa la conoscenza del professor Haushofer, personaggio che ha poi una sua importanza nel lungometraggio che conclude la serie.

Film Modifica

Ne Il conquistatore di Shamballa, Hohenheim è scomparso misteriosamente prima dell'inizio del film. In realtà si trova nel mondo reale, dove sta lavorando per la società di Thule allo scopo di aiutare il figlio a tornare a casa. Proprio per questo sacrifica la propria vita, sfruttando Envy, per aprire il portale e permettere così il rincontro tra Edward e Alphonse.

Abilità Modifica

Sia nell’anime del 2003 che nel manga è uno dei migliori alchimisti della storia: nel primo è capace, avendo visto il portale durante la trasmutazione della pietra filosofale, di compiere trasmutazioni soltanto battendo le mani; nel secondo, essendo egli stesso una pietra filosofale, è addirittura in grado di fare trasmutazioni semplicemente camminando o compiendo piccoli gesti come toccare un oggetto (più o meno come fa il Padre). Inoltre è anche in grado di rigenerarsi alla pari degli homunculi, sebbene probabilmente questo potere in lui sia infinitamente più forte dato che in loro è contenuto solo un frammento della pietra filosofale del Padre, mentre quella di Hohenheim è completa. Da quanto mostrato fino ad ora sembra che l'unico modo possibile per renderlo mortale sia sottrargli l'energia della sua pietra filosofale, cosa che il Padre effettivamente compie, ma non si sa ancora sia sufficiente allo scopo. Hohenheim sembra possedere anche elevate capacità tecniche: nel lungometraggio Il conquistatore di Shamballa, Edward dispone di una serie di arti artificiali di ricambio realizzati per lui dal genitore.

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